Il classico e ormai superato condizionatore on/off, il più economico, gestisce il funzionamento del compressore che genera il freddo in una maniera che potremmo definire standard, con due sole possibilità, lo zero e l’uno, ovvero spento, quando è stata raggiunta la temperatura desiderata, accesso al massimo della potenza quando quella temperatura si allontana da quella impostata con il termostato oltre il limite di tolleranza che in genere è di uno o due gradi.
I vantaggi che spingono e scegliere questa tecnologia sono esclusivamente legati al minor prezzo, spesso si ottengono sconti legati al fatto che sono modelli passati come tecnologia ed i rivenditori vogliono venderli il prima possibile ed eliminare le scorte in magazzino.
Il climatizzatore inverter, tecnologia più recente, evoluta e ovviamente più costosa, è dotato di un dispositivo elettronico controllato da microprocessore che, aumentando o diminuendo il regime di rotazione del compressore, permette la modulazione della potenza erogata della macchina, in maniera proporzionale alla effettiva necessità di richiesta di freddo o caldo. Eliminando il solito “accendi” e “spegni” del motore di un condizionatore on/off si ottenere un risparmio di energia elettrica che, calcolato su otto ore in funzione costante, si aggira tra il 30 e il 70%.









