LA CARENZA DI IDRAULICI E PERSONALE SPECIALIZZATO IN ITALIA

Purtroppo non fa più notizia la recente tendenza degli ultimi decenni per la quale manca il ricambio generazionale di idraulici all’interno del nostro Belpaese: in Bagno Italia a questo proposito siamo intenzionati a sensibilizzare gli utenti del blog e le loro conoscenze non solo perché ci occupiamo di prodotti che vengono spesso installati grazie a questa rispettabile categoria di artigiani ma anche per offrire uno spunto sulle varie opportunità lavorative che i vari settori possono offrire provando ad arginare con il nostro modesto contributo la disoccupazione dilagante.

Un articolo emblematico su questa questione spinosa è già stato peraltro scritto da Il Centro la scorsa estate nella regione Abruzzo. Sebbene infatti in alcuni specifici ambiti pare che non si avverta questa crisi profonda come si può notare dai numeri che macinano le attività di centri estetici o di acconciatori – e qui ancora oggi occorre far gavetta per imparare il mestiere – si è registrata tra il 2014 e il 2024 una perdita complessiva di ben diecimila imprese artigiane che comprendono oltre agli idraulici anche elettricisti, meccanici, calzolai e falegnami e purtroppo a farne le spese sono sempre le piccole realtà. Tra le province più colpite si annovera Pescara che – stando ai freddi numeri – ha subito una significativa perdita del 5% nel biennio precedente al 2026.

Ebbene questo spiacevole declino, solo minimamente mitigato dalle opportunità – peraltro spesso mal gestite – del periodo post pandemico con il Super-bonus 110%, conduce tutta la penisola a una situazione a dir poco paradossale nella quale è più difficile trovare idraulici anziché avvocati: mentre i primi si fermano a 165.000 i secondi superano abbondantemente le duecentomila unità. Anche all’estero la situazione non è migliore. Per quanto concerne l’emblematico caso statunitense ad oggi si sa che la forza lavoro è limitata e ben presto sarà ulteriormente assorbita dalla gran mole di addetti necessari per la costruzione di data-center funzionali all’addestramento dell’intelligenza artificiale.

Preme quindi elaborare una riflessione di carattere culturale valida soprattutto per chi magari non ha ancora ricevuto stimoli adeguati da alcun settore lavorativo. Bisogna tenersi ben lontani dalla retorica secondo la quale i lavori manuali debbano essere riservati a quelli che a presunti scolari poco capaci e più in generale non bisogna considerare gli sforzi fisici una sorta di punizione per chi non ha voluto studiare. Solo allontanandosi da determinate etichette imposte dalla società sarà possibile recuperare un equilibrio che il mondo del lavoro sembra aver perso da anni.

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