La condensa che si forma su uno specchio o sui muri dopo una bella doccia calda è la rappresentazione visibile di ciò che avviene quotidianamente nel nostro bagno, ovvero l'accumulo di umidità. Gli effetti? Innanzitutto, l'umidità produce la muffa, che, oltre a rovinare l'ambiente è anche piuttosto dannosa, in quanto inalare le sue spore può creare gravi danni alla respirazione. Si aggiunge a questo la formazione di un clima maleodorante e spiacevole.

 

Ci sono dei trucchi da seguire per combattere efficacemente l'umidità nel bagno, e, attenendosi a questi pochi consigli, salvo gravi errori strutturali nella costruzione della vostra casa, il problema può essere debellato alla radice.

 

Il primo consiglio è di arieggiare il bagno. Pare un consiglio piuttosto semplice e banale, ma ci sono condizioni che complicano questo semplice gesto. È evidente che, dopo una doccia o un bagno caldo, con tutto il vapore che si sprigiona, aprire la finestra del bagno e le porte, permettendo così il ricircolo d'aria, diventa un gesto spontaneo. Ma spesso e volentieri ci dimentichiamo di lasciar arieggiare il bagno anche in altre condizioni o momenti della giornata, soprattutto nei freddi mesi invernali. In realtà, almeno un quarto d'ora la mattina, sarebbe buona norma lasciar la finestra aperta anche a gennaio! Questo è il primo metodo per efficacia nel mitigare l'ambiente. Purtroppo non tutti i bagni hanno la finestra, e allora bisogna ingegnarsi con altre soluzioni. Una potrebbe essere l'installazione di ventole che favoriscano il ricircolo dell'aria.

Il secondo consiglio è valutare l'acquisto di prodotti antimuffa, molto efficaci nel rimuoverla dalle pareti. Rispetto al primo consiglio si tratta di una soluzione che non va a risolvere il problema alla radice, ma ne elimina una delle conseguenze più spiacevoli.

Il terzo consiglio è di migliorare i rivestimenti delle pareti stesse. Generalmente le pareti del bagno sono rivestite da piastrelle le quali, rispetto al muro, hanno una minore porosità e dunque resistono meglio all'umidità. Difficilmente però le piastrelle possono ricoprire l'intera parete, e per questo motivo l'umidità potrà sempre attaccare nelle zone non rivestite. In quelle parti sarebbe bene applicare intonaci resistenti all'acqua, che si applicano molto bene nei box e cabine doccia.

Il quarto consiglio è quello di tenere mediamente alte le temperature in bagno, per la questione dell'umidità relativa. Più è alta la temperatura in bagno, più la condensa tarda a comparire. Ed è questo il motivo per cui la condensa è un fenomeno che si verifica più frequentemente d'inverno che non di estate. Le temperature ideali nei mesi freddi da far tenere all'ambiente del bagno variano dai 18 a 22 gradi a seconda del momento della giornata.

Il quinto consiglio può essere l'installazione di un deumidificatore che secchi l'ambiente. Di deumidificatori ne esistono di diversi tipi: elettrici o chimici. Quegli elettrici hanno lo svantaggio di non essere propriamente bellini o da tenere in bella vista, ma questo si può ovviare comprando un modello con delle rotelle per trasportarlo più facilmente. I deumidificatori chimici o quelli realizzati da noi ad esempio con il sale hanno lo svantaggio di essere meno efficaci e dunque adatti per ambienti di dimensioni più ridotte.

L'ultimo consiglio è, infine, quello che va al cuore del problema. La formazione dell'umidità nel bagno è dovuta alla quantità di acqua emessa. La soluzione è dunque molto più semplice di quanto non si possa pensare: ridurre il tempo di emissione dell'acqua. Che tradotto significa darsi un limite massimo per la doccia (5 minuti? 8 minuti?), cosa che produrrà anche un piacevolissimo effetto sorpresa sulla pesantezza della bolletta.